Banane: come trasformare i rifiuti agricoli in tessuti sostenibili

Ecco come TexFad, un’azienda ugandese, trasforma i rifiuti delle piantagioni di banane in tessuti biodegradabili e sostenibili.

Business Insider ha visitato la sede di TexFad, nella periferia di Kampala, per scoprire se le banane possono diventare un’alternativa verde al cotone o la seta.


Le banane possono diventare un’alternativa sostenibile?

L’Uganda è uno dei maggiori produttori e consumatori di banane al mondo. Tuttavia ogni tonnellata di frutta prodotta equivale a due tonnellate di rifiuti.

Gli alberi di banana fruttificano solo una volta nella vita prima che marciscano o prendano un virus. In genere quando i banani muoiono gli agricoltori ugandesi li scartano e in seguito li bruciano.

Quando i rifiuti agricoli, come legno e foglie, vengono bruciati, producono fumo, che contiene vapori e particolato (goccioline solide e liquide sospese nell’aria). L’inquinamento atmosferico da fumo può avere un impatto sulla salute umana.

Le persone esposte a questi inquinanti atmosferici possono manifestare irritazione agli occhi e al naso, difficoltà respiratorie, tosse e mal di testa. Le persone con malattie cardiache, asma, enfisema o altre malattie respiratorie sono particolarmente sensibili agli inquinanti atmosferici. 

Banane

In realtà una soluzione migliore della combustione dei rifiuti agricoli ci sarebbe e si chiama compostaggio.

Il compostaggio previene la disidratazione, previene la deforestazione, arricchisce il terreno e rende le piante più forti. Molte fattorie lo fanno, ma tagliare gli steli richiede un duro lavoro manuale e per la maggior parte degli agricoltori ugandesi, liberarsene è più facile e veloce.

Kimani Muturi, invece, ha ideato un’altra soluzione per riutilizzare i rifiuti agricoli delle piantagioni di banane. Nel 2013, dopo aver scoperto il suo amore per la tessitura artigianale, ha fondato TexFad

TexFad trasforma gli steli di banane in fibra resistente che può essere utilizzata per creare tessuti biodegradabili e più sostenibili rispetto ad altri filati. Infatti la fibra di banana assorbe i coloranti meglio del cotone, il che significa che ha bisogno di meno acqua per la produzione.

Kimani Muturi, fondatore di Texfad

TexFed: tessuti sostenibili Made in Uganda

I tessuti fatti con fibra di banana non sono un’idea di Kimani Muturi, anzi esistono da secoli in paesi come le Filippine, Nepal e Giappone. Tuttavia Texfed è una delle prime aziende a portarlo in Uganda, un paese con un potenziale enorme perché produce più banane di qualsiasi altro stato nell’Africa orientale, all’incirca 9 milioni di tonnellate all’anno.

La produzione di fibra di banana è di certo un’alternativa sostenibile, ma attualmente non è affatto economica.

I costi dei macchinari per estrarre le fibre di banana vanno dai 1000 dollari per l’usato a 10.000 per quelli nuovi di zecca. Inoltre esistono poche macchine che sono in grado di produrre materiale così sottile da poterlo utilizzare per l‘industria dell’abbigliamento.

Tutto ciò rappresenta ancora un’ostacolo per l’attività di Kimani Muturi e soprattutto impedisce al suo metodo sostenibile di diffondersi in tutto il mondo. 

Il processo di trasformazione della fibra in realtà è molto semplice, per prima cosa gli operai tagliano i gambi di banana a pezzi, li lasciano asciugare al sole e li inseriscono nel macchinario.

Il resto del lavoro è manuale, le fibre estratte dal macchinario vengono lasciate al sole fino a quando non diventeranno setose e resistenti.

Dopo la tintura, l’ultima tappa è il capannone della tessitura dove inizia la produzione di articoli per la casa, tessuti, tappetti persino extension per capelli.

Alcuni dei disegni di questi tessuti sostenibili sono ispirati ai modelli tradizionali dell’Africa orientale, altri prodotti sono realizzati su misura per i clienti, può volerci fino a un mese per tessere un tappeto. Il prezzo varia, ma molti partono da circa 500 USD.

Oggi Tex Fed impiega 23 persone e offre anche un programma di tirocinio per studenti in cerca di un’opportunità di lavoro.

Conclusioni

Il progetto TexFad è molto ambizioso, Kimani Muturi sogna in grande e finora ha fatto un’ottimo lavoro, in un futuro non troppo lontano la fibra di banana potrebbe entrare ufficialmente nell’industria della moda.

Grazie per aver letto l’articolo, condividilo se pensi ti sia stato utile, spero che alcune di queste informazioni ti possano ispirare e motivare a perseguire i tuoi obiettivi.

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