Sodabi: liquore africano

Sodabi

Sodabi è un liquore a base di vino di palma distillato. È diffuso in tutta l’Africa occidentale. Ha nomi diversi a seconda del paese, il nome sodabi è usato principalmente in Benin e Togo dove occupa un posto importante nella cultura e nella società dei Paesi.

In Camerun il liquore è chiamato ondotol o ha, in Costa d’Avorio è noto come koutoukou, in Ghana come akpeteshie e Nigeria è conosciuto come ogogoro.

Storia

La storia del sodabi appartiene alla tradizione orale, motivo per cui ci sono diverse ipotesi sulle sue origini. Tuttavia, vengono più volte citate due ipotesi:

Secondo la prima ipotesi, un inglese dubitava così tanto che il popolo beninese potesse produrre un alcol simile al gin, che dopo aver bevuto un sorso esclamò: “so that be”  (“così sia”), riconoscendo il proprio torto. La gente del posto, che non comprendeva l’inglese, avrebbe sentito “Sodabi” e così decise di battezzare la bevanda come tale.

La seconda ipotesi attribuisce il nome Sodabi ai suoi inventori, i fratelli Sodabi. Bonou Kiti Sodabi fu arruolato nei reggimenti coloniali francesi durante la prima guerra mondiale.

Durante il suo soggiorno in Europa, ha appreso le tecniche della distillazione, un know-how che ha riportato in Benin dopo l’armistizio del 1918.

Una volta tornato a casa, insieme al fratello Gbehlaton, ha realizzato un alambicco tradizionale e testato la prima distillazione su banane fermentate. Essendo questo primo tentativo inconcludente, i due fratelli hanno scelto di sostituire le banane con il vino di palma, nota bevanda che viene consumata localmente da centinaia di anni. Questo secondo tentativo fu un clamoroso successo e la tecnica per fare l’alcol dal vino di palma si diffuse rapidamente nel resto del Benin e del Togo a partire dagli anni ’30.

Divieto

Nel 1931 l’amministrazione coloniale francese decise di vietare la produzione di sodabi, ufficialmente per motivi di salute. Tuttavia, è probabile che le ragioni siano di tutt’altra natura: il sodabi ostacolava la vendita degli alcolici importati dall’Francia, rappresentando una minaccia economica per gli interessi coloniali.

I fratelli Sodabi saranno addirittura mandati in prigione dall’amministratore Jean Jarton.

Ciò nonostante, il proibizionismo ebbe scarso effetto, le distillerie clandestine continuarono a proliferare durante tutto il periodo. Il divieto di produzione del sodabi fu revocato nel 1975 con l’indipendenza del Benin. 

Cultura

Il sodabi è più di un alcolico, è una componente essenziale della cultura beninese. È presente in tutte le occasioni religiose o familiari come nascite, prime comunioni, sepolture, la festa dell’igname, la festa del vudù. Occupa un posto molto speciale in occasione di matrimoni e funerali.

sodabi benin

È comune condividere un bicchiere di sodabi con gli ospiti in segno di ospitalità e rispetto. Talvolta il primo bicchiere viene versato per terra, accompagnato da qualche parola di preghiera o di benedizione.

Non è insolito offrire un bicchiere di sodabi, o talvolta anche un’intera bottiglia, come ringraziamento per un servizio reso o per celebrare la firma di un contratto.

Religione

Sodabi è parte integrante della religione voodoo; infatti è usato molte volte durante i rituali. Ad esempio, spesso viene versato per terra in segno di gratitudine. Può servire anche per chiamare gli spiriti, di risvegliarli, di unificarli, di fare richieste ma anche di adorarli.

Inoltre è facilmente reperibile sul mercato, motivo per cui il suo uso rimane costante in tutte le pratiche religiose della società beninese.

Medicina

Il sodabi è usato anche come rimedio naturale. Tramite l’infusione o la macerazione con alcune piante potrebbe curare i mal di testa, i dolori all’anca o persino l’asma. Esistono migliaia di ricette tradizionali in ogni regione.

Come è fatto

Il sodabi è fatto con il vino di palma che si ottiene dalla fermentazione naturale della linfa di palma, estratta da diverse specie: palma da olio africana, rafia o rônier.

La linfa di palma è molto e ricca di zucchero. La tecnica di raccolta consiste nel raccogliere la linfa che gocciola lentamente dal tronco della palma.

Dopo la raccolta la linfa, a volte, viene lasciata riposare per un massimo di tre giorni, affinché la fermentazione aumenti la percentuale alcolica al 3-6%.

Dopodiché il vino di palma viene scaldato in una pentola. I vapori alcolici vengono condotti attraverso un tubo che passa per un contenitore riempito d’acqua fredda, dove avviene la condensazione, l’alcol poi torna liquido e può essere raccolto. A volte viene eseguita una seconda distillazione. Oggi la maggior parte dei contenitori di terracotta sono stati sostituiti da contenitori d’acciaio per la produzione.

La qualità della bevanda può variare ampiamente in base al produttore. A volte potrebbe rappresentare un rischio per la salute poiché prodotta in modo artigianale con mezzi precari e poca maestria.

Dove trovare

Recentemente alcune aziende si sono interessate alla produzione del sodabi e stanno cercando di modernizzarne la distillazione con mezzi industriali. Alcune di queste aziende sono:

Conclusioni

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Sodabi

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